La pornocrazia televisiva
Posted by teknux on October 18, 2007 at 03:35 PM
Prendo spunto da un articolo trovato su oknotizie per commentare un fenomeno che dura ormai da decenni: la TV come veicolo di pornografia. C’è chi parla di sciacallaggio delle trasmissioni e di quanto siano squallidi gli spettatori che pendono dalle loro labbra. A mio avviso, chi pende da quelle labbra probabilmente trova rifugio nella TV per non pensare quale vita squallida trascorra quotidianamente. Forse se la sono cercata, o forse non hanno ricevuto stimoli migliori nella vita reale.
Resta il fatto che coloro i quali hanno la responsabilità di veicolare contenuti (e quindi stimoli) di qualità non muovono un dito ed accettano/appoggiano questa scelta. La storia dell’auditel e del ma se alla gente piace, si vede che vuole quello sono due truffe enormi, ideate per dare un senso di democrazia ad un sistema che non lo è affatto. Cercherò di illustrarne i motivi.
Cito da un articolo di MegaChip: l’Auditel non viene utilizzato correttamente, nell’ambito del suo significato (cioè quello di misurazione per mettere un prezzo agli spot pubblicitari) ma è ormai indice di gradimento e di giudizio sulla sopravvivenza di un programma1. Non basta, i dati forniti non solo rappresentano un campione affatto significativo (9500 meter per 14000 persone, 5900 famiglie), ma non sono neanche grezzi: essi vengono prima elaborati tramite appositi software (dall’algoritmo ignoto, è tutto dire) e successivamente consegnati. Infine, pare esistano anche ulteriori manipolazioni sul meter, una truffa dunque.
Quanto alle emittenti televisive, un servizio pubblico, proprietario di migliaia di contenuti tra musica, intrattenimento, teatro e altro, come la RAI, ha la possibilità ed il dovere di Proporre. Non si può sapere se una persona che non ha mai conosciuto l’opera o il teatro, possa apprezzare o meno2. Questa affermazione acquista maggiore valore tenendo presente che con i reality ed i programmi-sciacallo i telespettatori sono stati addomesticati un poco alla volta, fino a ricoprire tutti i palinsesti, calcio permettendo.
Allora, per quale motivo non si può affrontare un processo inverso? Perchè si deve puntare sempre un gradino più in basso? Sarà, per esempio, che chi vendequesti format è in qualche modo legato ai consigli direttivi? Sia Endemol che Magnolia, sono collegate alla politica, alla RAI o alla Mediaset; talvolta anche contemporaneamente3. Quindi dovrebbe essere chiaro che la cattiva qualità delle maggiori trasmissioni RAI non è giustificata dalla concorrenza con Mediaset, ennesimo falso mito.
Tralasciando gli indubbi introiti che gravitano attorno a questa anti-politica di gestione, c’è da sottolineare anche il risvolto pratico. Anestetizzare i neuroni delle persone fa comodo a chi detiene il potere, lascia poco tempo per ragionare: la mente si abitua a decodificare con il minimo sforzo qualsiasi stimolo esterno e con il tempo impara ad associare ciò che vede con ciò che è, indipendentemente dal fatto che le immagini provengano da un tubo catodico. È per questo che la TV stordisce soprattutto le menti poco abituate al ragionamento: provando ad immaginare le nuove generazioni con una scuola pietosa, genitori spesso assenti e tonnellate di messaggi pubblicitari, è facile concludere che tra 15-20 anni il mondo sarà pronto per il Grande Fratello, ma questa volta Endemol non c’entra.
[1] Auditel e Pil, due termometri da cambiare / 21-1-06
[2] Intervista a Uto Ughi / Che tempo che fa del 6-10-07
[3] Todos Zapateros / Marco Travaglio
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